magno+clara-1

CON IL PROF. MAGNO A TEMPORADIO

La scorsa settimana, nell’ambito delle trasmissioni medico-informative a cura dell’associazione ‘Donna per donna’, sono intervenuti a TempoRadio Clara Polato ed il professor Lorenzo Magno. Si è parlato della possibilità di un “secondo tumore alla mammella”. “Ricordiamo che dopo cinque anni dalla cura di un carcinoma mammario – ha spiegato Magno -, quasi il 90% delle donne non presenta una malattia dimostrabile. In effetti gli oncologi clinici che si occupano di carcinoma mammario ora sembrano preoccuparsi meno della comparsa di metastasi, ma più di secondi, nuovi tumori primitivi. L’aver superato una malattia non garantisce l’immunità e l’immortalità. Di certo una donna guarita da un tumore mammario è esposta ad ammalarsi della stessa malattia o è almeno a rischio quanto lo è una sua coetanea che non ne ha sofferto”. “I fattori di rischio per il primo tumore, che possono persistere nel tempo, dopo la guarigione, sono la storia familiare di cancro della mammella, il menarca precoce, non avere avuto figlio oppure il mancato allattamento al seno – ha sottolineato Magno -. E ancora, la prima gravidanza ad oltre trenta anni d’età, una menopausa tardiva, obesità, consumo di alcol, elevato consumo di carboidrati e grassi saturi, terapia ormonale sostitutiva in menopausa, mutazioni genetiche e alcune sindromi”. E i fattori di rischio per i secondi tumori, in termine medico ‘metacroni’? “La maggior parte degli studi sui tumori metacroni ha fatto rilevare che il fattore più importante è l’età d’insorgenza del primo tumore. Se si è manifestato prima dei quaranta anni, il rischio relativo di contrarre una seconda neoplasia è superiore a cinque, mentre se l’età d’insorgenza della prima lesione è maggiore di cinquanta, il rischio scende a tre. Comunque il rischio si conserva per almeno trenta anni”. “La difesa dal secondo tumore metacrono si attua in primo luogo modificando, se esistono, i caratteri dello stile di vita per i quali sappiamo che sono induttori di neoplasie – ha detto Magno -. Per i fattori di rischio non modificabili (l’età e in genere le modificazioni genetiche), i provvedimenti cautelativi a disposizione vanno dalla mastectomia bilaterale, integrata secondo alcuni clinici dalla ovariectomia, alla stretta sorveglianza per utilizzare tutte le utili tecniche di anticipazione diagnostica, impropriamente chiamate tecniche di prevenzione”. La diretta è su www.temporadio.it. (e.b.)