Magno e Clara 16-05-2013

IL PROF. MAGNO OSPITE A TEMPORADIO

 Oggi la signora Polato ed il dottor Magno hanno parlato dei nuovi farmaci antitumorali, spesso definiti “biologici.”

Le nuove terapia farmacologiche sono dirette ad interferire con la catena di reazioni biochimiche avviate dalle citochine, componenti fondamentali di molti aspetti della vita cellulare e coinvolte in meccanismi di stimolo alla riproduzione cellulare ma anche di induzione della morte cellulare.

La difesa della integrità del nostro organismo dipende dalle attività delle cellule immunitarie, soprattutto dai linfociti che sono dotati di una serie di recettori per molte differenti sostanze biologiche e producono a loro volta citochine (linfochine) di grande importanza.

Le cellule dei tumori non sono dotate di rilevante immunogenicità: non sono cioè riconosciute come estranee dal nostro organismo. Tuttavia producono sostanze che identificate possono essere utilizzate come bersaglio da terapie di tipo immunitario se riusciamo a produrre una immunità artificiale.

La ricerca biologica ha prodotto anticorpi artificiali derivati spesso da cellule umane attivi contro sostanze presenti sulla superficie cellulare di certi tumori.

Le nuove medicine hanno spesso un nome che termina con il suffisso MAB che vuol dire (in inglese) Monoclonal Anti Body, anticorpo monoclonale, Si tratta di farmaci costituiti da proteine tutte identiche che funzionano come anticorpi contro le cellule tumorali, se esprimono sulla loro superficie certe sostanze. Ricordiamo il trastuzumab attivo contro i recettori  HER2 del cancro della mammella.

Vi sono anche farmaci chimicamente più semplici, il cui nome spesso termina con NIB ad indicare che hanno attività inibitoria. Citiamo il Lapatinib attivo contro i processi di moltiplicazione cellulare provocati dai recettori HER2.

Il campo dei farmaci biologici è molto complesso ed in grande sviluppo. Già da ora per tumori “difficili” la conoscenza di aspetti funzionali delle cellule tumorali ci consente di impiegare farmaci specifici e quindi di evitare manifestazioni di tossicità inutili.

Si prospetta la opportunità di studiare per ogni singolo tumore da curare la “firma genetica” e cioè tutti gli aspetti funzionali biochimici che possono indirizzare la scelta di certe terapie farmacologiche specifiche per quel certo tumore in quel certo malato.