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LO SCREENING MAMMOGRAFICO OGGI

 

IL DOTTOR LUCIANO CIRELLI radiologo senologo, è stato ospite di TempoRadio con l’Associazione “Donna per Donna Onlus”.

Tema, lo screening mammografico, che è nato per trovare casi in una popolazione senza sintomi. “Sono favorevole a questa indagine, anche perché fui il primo ad attuare lo screening in Italia, all’ospedale di Leno – ha precisato -. Eravamo 5-6 al mondo a farlo, pur incontrando subito un’opposizione vistosa. In base ad una valutazione sul rapporto costo-beneficio, lo screening mammografico è ‘vantaggioso’ se attuato nella fascia d’età fra i 50 e i 69 anni, la più colpita statisticamente. Dai 40 ai 49 anni la donna ha una mammella piuttosto densa a livello ghiandolare, il che maschera le eventuali lesioni ed oltre i 70 anni la donna anziana risponde poco, per vari motivi (situazioni familiari, altre patologie eccetera). Passati i 70 anni bisogna dire loro che non saranno chiamate per questioni organizzative, ma dovranno continuare a sottoporsi a visite perché con l’avanzare dell’età aumenta il rischio di ammalarsi. Sempre per il rapporto costo-beneficio, la chiamata avviene ogni 2 anni, una periodicità migliore delle altre. Ogni anno sarebbe l’ideale dal punto di vista diagnostico, però la spesa sarebbe insostenibile. Ogni tre anni sarebbe troppo lungo l’intervallo tra un controllo e l’altro”. “Detto tutto ciò – ha proseguito Luciano Cirelli -, ci sono degli elementi che oggi rendono meno efficace lo screening mammografico. Anzitutto si raccomanda di usare medici altamente specializzati e che vedano tanti casi, mentre al tempo presente si usa un radiologo dell’ospedale che non è specializzato sulla mammella e che generalmente opera di fretta, peccando in qualità. Inoltre, quando si richiama una donna perché si nutre un sospetto dopo il primo controllo, gli esami si dovrebbero fare in tempo reale: avviene questo? O non si genera inutile ansia? Il pericolo, se lo screening non è fatto bene, è di avere una sovra-diagnosi e quindi un sovra-trattamento, con interventi e terapie esagerati. Inoltre la mammografia senza visita ed ecografia contemporanee è un esame che si presta ad un mucchio di falsi-negativi”. Prima di chiudere, l’immancabile poesia in dialetto bresciano. Mentre Clara Polato ha ricordato che, per aiutare l’associazione ‘Donna per donna’, si può devolvere il 5 per mille scrivendo nell’apposito spazio della dichiarazione dei redditi il codice 93025360178. Per risentire o commentare la trasmissione è possibile andare sul sito www.temporadio.it. (e.b.)