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LUCIANO CIRELLI PARLA DELLO SCREENING MAMMARIO

A TempoRadio, nell’ambito delle trasmissioni medico-informative a cura di ‘Donna per donna’, è intervenuto il senologo dottor Luciano Cirelli, presentato da Clara Polato dell’associazione che aiuta le donne operate di cancro alla mammella. Tema affrontato, lo screening. “Un termine che indica la ricerca, in una popolazione apparentemente sana, di soggetti che possono avere un certa malattia – ha spiegato Cirelli -. Attualmente si conducono tre screening: quello della mammella, basato sulla mammografia, del collo dell’utero, col pap test, e del colon, con esami alla ricerca del sangue occulto nelle feci. Perché è limitato a solo queste tre tipologie? Perché hanno un’incidenza più elevata di altre”. “Di tutti i tumori che colpiscono l’organismo, il carcinoma al seno rappresenta il 29-30% dei casi – ha proseguito lo specialista -. C’è quindi un’esigenza di arrivare prima, per interventi meno invasivi e per aumentare la sopravvivenza della donna colpita dalla patologia. Inoltre è un cancro che cresce con l’età, quindi con l’allungamento della vita la sua incidenza sale. Nella grafico della malattia, c’è un’impennata dai 60 anni in avanti, con un grafico in salita progressiva con l’età. Dopo i 70 le probabilità di ammalare cresce e così via”. “La ‘popolazione bersaglio’ dello screening viene individuata anzitutto territorialmente, reclutando dalle 10 alle 20mila donne, perché abbia valore – ha evidenziato Luciano Cirelli -. Le raccomandazioni europee sono che la chiamata avvenga ogni due anni, mentre noi diciamo ogni 12-18 mesi. E già questo è un problema. Altra questione: lo screening si fa dai 50 ai 69 anni. E perché non oltre? E perché non tra i 40 ai 49?”. Insomma, vantaggi e criticità dello screening, messe bene in rilievo dallo specialista. Che poi ha risposto alle tantissime domande delle ascoltatrici: “Mai fare solo la mammografia, soprattutto sotto i 40 anni, ma sempre abbinarla ad una buona visita e, soprattutto, ad un’ecografia”. Infine, due credenze senza riscontro scientifico: “In chiave preventiva, non conta niente allattare al seno. E la pillola non aumenta la probabilità di ammalarsi”. In chiusura, Clara Polato ha ricordato che è possibile devolvere il 5×1000 all’associazione ‘Donna per donna’ 93025360178 (info: www.donnaperdonna.it). La diretta si trova su www.temporadio.it. (e.b.)