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Prof. Lorenzo Magno a Temporadio

Lorenzo Magno e Clara Polato oggi hanno discusso due temi che interessano molte persone, che abbiano o non abbiano sofferto di carcinoma della mammella.

Che rapporti esistono tra inquinamento ambientale e carcinoma mammario?

L’inquinamento dell’aria, essenzialmente costituito dai prodotti di combustione delle sigarette, dei motori diesel, dai fumi industriali, è responsabile di una serie di eventi patologici tra i quali possiamo considerare i tumori maligni in generale e in particolare il cancro mammario.

Uno studio recente condotto a Montreal in Canadà ha mostrato che donne residenti nelle aree urbane con il maggiore livello di inquinamento dell’aria sono a rischio doppio di sviluppare un cancro mammario rispetto alle donne che vivono in aree con aria pulita.

Ma anche l’inquinamento dell’acqua acquista una grande importanza. Nell’acqua . possiamo trovare molte cose non sane: tra le più importanti, tracce dei  pesticidi usati in agricoltura, diossine.. Ma anche alcuni detergenti che contengono composti di cloro, il benzene, componenti di certi cosmetici, ormoni. Tutte sostanze derivanti dalle attività industriali ma anche domestiche e che i normali processi di depurazione non riescono ad eliminare completamente.,

Tra gli inquinanti ambientali, a Brescia, assume un ruolo particolare il PCB. Magno ne fa una breve storia: la produzione di PCB iniziò nel 1930 ed è continuata sino a pochi anni fa, per una lunga serie di usi industriali. Il PCB è liposolubile ed assunto con gli alimenti (può essere presente nei prodotti agricoli cresciuti sui terreni inquinati e nelle carni di animali che se ne nutrono) esercita una serie di effetti tossici a lungo termine. Tra essi anche alcuni tumori. Appare necessario ed urgente che si modifichino il nostro modo di produrre energia e il consumo di fumo di tabacco. Ma anche si proceda alla eliminazione dal nostro territorio del PCB.

Il secondo tema della trasmissione riguardava i rapporti tra gravidanza e carcinoma della mammella. Dopo un passato tragico, nel quale per una donna gravida e che soffriva di un cancro mammario l’unica possibilità era considerata l’aborto e l’accesso alle normali terapie, oggi si sa che le cure necessarie per trattare un ca mammario possono bene essere tollerate dal feto. Naturalmente appare necessario che i curanti conoscano molto bene i problemi connessi alla gravidanza ed alla cura del tumore. Ma, a parità di stadio del tumore, una donna gravida ha le stesse probabilità di guarire di una donna non gravida. Il feto non soffre per le cure mediche e la gravidanza può arrivare a termine normalmente. Le cure possono condurre alla amenorrea stabile donne quarantenni. In donne più giovani le ovulazioni possono riprendere ed è possibile che la malata possa condurre a termine un’altra gravidanza, sempre che le condizioni generali ed il problema della evoluzione del tumore lo consentano.