SALO’: GRANDE PARTECIPAZIONE DI PUBBLICO

Da: “Il Gazzettino Nuovo”
 IL TUMORE AL SENO SI PUO’ VINCERE CON L’AIUTO DI MEDICI E PSICOLOGI 

Le neoplasie al seno costituiscono ancora oggi uno dei drammi per il mondo femminile non solo per i rischi di morte collegati, per fortuna sempre più in forte riduzione, ma anche per i cambiamenti che esse, talvolta, producono nelle relazioni affettive. Sulle problematiche connesse a tali aspetti si è tenuto nei giorni scorsi nella Sala dei Provveditori di Salò un incontro organizzato dall’Associazione Donna per Donna, patrocinato dal Comune gardesano, dal titolo “Tumore al seno, questo (s)conosciuto”. Numerosi i relatori che si sono succeduti per discutere dell’importante tematica a partire dal dottor Mauro Castellani, radiologo, alla dottoressa Marina Bonetti, medico di medicina generale passando per la dottoressa Giovanna Gazzoni, psicoterapeuta: guest star, è il caso di dirlo, è stato il professor Ivano Spano, titolare della cattedra di Sociologia Generale nella Facoltà di Psicologia dell’Università di Padova. Castellani, nel suo intervento, si è soffermato sull’importanza di una corretta alimentazione, “la prima arma, se non la più efficace, per prevenire il tumore al seno unitamente, va da sé, ad una diagnostica approfondita che permetta di cogliere la neoplasia nel primissimo stadio per poterla così eliminare più facilmente”. Di attenzione al  paziente in ogni momento della cura ha parlato Bonetti per la quale “il medico di famiglia deve porsi non solo come professionista capace di indirizzare la donna verso lo specialista più idoneo, ma anche costituire una sorta di psicologo per comprendere gli eventuali momenti di sconforto”. Il tema è stato quindi approfondito da Gazzoni che ha spiegato “il ruolo dello psicoterapeuta: quello di consigliare, incoraggiare e, laddove possibile, rispondere ad ogni richiesta della donna affetta da un tumore al seno”. “Da questa neoplasia si può guarire – ha concluso Spano – e soprattutto è possibile riprendente la vita di prima, con ancora maggior fiducia in sé stessi: basta volerlo e, soprattutto, ricevere l’attenzione massima di tutti i soggetti che gravitano intorno al paziente”. Al termine degli interventi i relatori ed il folto pubblico è stato offerto un