STATUTO   

DONNA  PER  DONNA – ODV

 

    ART. 1 – (Denominazione e sede)

Nel rispetto del Codice civile, del D.Lgs. 117/2017, della normativa regionale della Regione Lombardia in materia di Organizzazioni di Volontariato e della Circolare del Ministero del lavoro e Politiche Sociali del 27/12/2018, viene redatta la modifica ed integrazione dello Statuto dell’AssociazioneDonna per Donna – Onlus ; Pertanto su esclusiva decisione deliberata dall’Assemblea ed in conformità ai principi normativi statuiti dall’art. 32 del D.Lgs. 117/2017 ed articoli successivi, si è deciso di procedere, redigendo il presente e seguente Statuto, alla modifica della forma giuridica associativa in Organizzazione di Volontariato adeguando altresì lo Statuto, alla vigente normativa del DLgs. 117/2017.  L’ Associazione Donna per Donna è un associazione non riconosciuta, apartitica, aconfessionale, un Ente di terzo Settore, un Organizzazione di Volontariato che con il seguente e vigente Statuto assume la seguente denominazione sociale:

 

DONNA  PER  DONNA – ODV

 

L’associazione ha la sede legale in via Giosuè Carducci  n. 21 nel Comune di Desenzano del Garda (BS) e svolge la sua attività nell’ambito territoriale della Regione Lombardia. L’ Associazione ha durata illimitata.

 

ART. 2 – (Efficacia – Interpretazione dello Statuto)

Svolgendo attività di Volontariato e fino a quando non sarà attivo il Registro Unico del Terzo Settore, l’associazione chiederà ed inoltrerà la richiesta d’iscrizione nel Registro Generale Regionale del Volontariato della Regione Lombardia, previsto dalla legge regionale 1/2008 per le Organizzazioni di Volontariato che perseguono scopi sociali, culturali e civili.

L’associazione è disciplinata dal presente statuto, ed agisce nei limiti del D.Lgs. 3 luglio 2017 n. 117 e della Leggi Regionale della Lombardia 1/2018 in materia di Volontariato.

Essendo una ONLUS iscritta nel registro regionale ONLUS e così come specificato dall’Agenzia delle Entrate e dalla Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 27 dicembre 2018, la disciplina statutaria delle ONLUS, prevista nel precedente e previgente Statuto, rimarrà in vigore sino a quando l’associazione non verrà iscritta, dagli uffici della Regione Lombardia, nel Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato o nel Registro Unico del Terzo Settore; ed anche per coerenza all’interpretazione autentica prevista data all’articolo 104, commi 1 e 2 del codice medesimo ad opera dell’articolo 5-sexies del D.L. n. 148/2017, in base al quale le disposizioni di carattere fiscale vigenti prima della data di entrata in vigore del medesimo Codice continuano a trovare applicazione, senza soluzione di continuità, fino a quando non saranno applicabili le nuove disposizioni fiscali previste dal Codice.

 

La denominazione sociale contiene l’acronimo ODV, così come previsto dall’art. 32 comma 3 del Dlgs. 117 del 2017. L’eventuale utilizzo della locuzione “Ente del terzo settore” nella corrispondenza o l’integrazione della denominazione sociale con l’ulteriore acronimo ETS costituisce una ulteriore facoltà che discende dal possesso primario della qualificazione speciale derivante dall’iscrizione nella relativa sezione del RUNTS, così come previsto dall’art. 12 del D.lgs 117 e potrà essere usato solo dopo l’iscrizione, nella relativa sezione, del Registro Unico del Terzo Settore.

 

ART. 3 – (Iscrizione nei Registri )

Fino a quando non sarà operativo il Registro Unico del Terzo Settore, l’associazione, chiede e chiederà l’iscrizione nel Registro Generale Regionale del Volontariato della Regione Lombardia per poter acquisire il prima possibile, senza attendere l’attuazione del Registro Unico del Terzo Settore, tutti i benefici di legge e fiscali che la normativa e il D.lgs 117 del 2017 riconosce a questa tipologia associativa di Ente di Terzo Settore ed anche per l’opportuna previsione normativa, all’art. 54 del Decreto Legislativo 3 luglio 2017 n. 117, che prevede la  migrazione automatica delle associazioni ODV  iscritte nei registri regionali delle Organizzazioni di Volontariato, nel Registro Unico del Terzo Settore.

 

ART. 4  – (Affiliazione)

L’Associazione, può e potrà richiedere di Affiliarsi ad un Ente di terzo Settore di secondo livello.

L’Associazione, può e potrà richiedere di Affiliarsi ad un Ente Nazionale di Promozione Sportiva.

 

ART. 5  – (Scopo)

L’Associazione Donna per Donna, non ha scopi di Lucro, ha carattere volontario perseguendo esclusivamente finalità civiche, solidaristiche, culturali, e di utilità sociale. Si propone di sostenere e rafforzare la volontà della donna operata di tumore al seno per poter trasformare un’esperienza che potrebbe evolversi in una disarmonia di tutta la persona ed in un miglioramento ottimale del suo equilibrio generale .

 

ART. 6 – (Finalità – attività istituzionali – attività secondarie e strumentali)

L’attività associativa è accentrata preso la sede legale, può essere svolta in altri comuni della regione Lombardia, previo contatti e convenzioni con altri enti pubblici e privati, nazionali, regionali e locali e primi tra questi, gli ospedali e le cliniche.

 

 

 

Il suo obiettivo principale è:

Sostenere e rafforzare la volontà della donna operata di tumore al seno per poter trasformare un’esperienza che potrebbe evolversi in una disarmonia di tutta la persona, in un miglioramento ottimale del suo equilibrio generale.

 

L’associazione esercita in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale per il perseguimento senza fini di lucro, con finalità civiche, solidaristiche, culturali, e di utilità sociale previste nell’art. 5 comma 1 del Decreto Legislativo 3 luglio 2017 n. 117 e successive modificazioni e previste in parte, nella sostanza, anche dall’art. 1 della Legge Regionale della Lombardia 1/2008.

Tutte le attività dell’associazione vengono svolte nei confronti dei soci dell’associazione, dei soci degli enti associati e dei terzi, avvalendosi in modo prevalente dell’ attivita’ di volontariato dei propri associati o delle persone aderenti agli enti associati.

esercita e organizza le seguenti attività di interesse generale

a)Prestazioni socio-sanitarie di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 febbraio   2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno 2001, e successive modificazioni;

nello specifico attraverso l’attività psico-socio-sanitaria. Utilizzare ogni mezzo idoneo, sul piano dell’assistenza e della personalità, atto a potenziare la volontà dinamica della donna affetta da tumore, estendendo la sensibilizzazione al suo ambito relazionale.

b)educazione, istruzione e formazione professionale, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53, e successive modificazioni, nonche’ le attivita’ culturali di interesse sociale con finalita’ educativa; Nello specifico predisporre ed attuare seminari, congressi socio – sanitari con profondo rigore morale, organizzati anche con il supporto della rete associativa, rivolti al pubblico per il raggiungimento delle finalità previste dallo Statuto, da attuarsi presso la sede dell’associazione, o presso la sede della rete associativa, a cui si è affiliati o presso le sedi enti locali e nazionali;

c) Ricerca scientifica di particolare interesse sociale;

Nello specifico, promuovere studi e ricerche tendenti tutti alla comprensione del significato della salute.

L’Associazione esercita e organizza anche attività, specifiche, secondarie e strumentali rispetto alle attività di interesse generale, allineate alle finalità dell’associazione e svolte secondo criteri e limiti definiti dallanormativa vigente.

In particolare, esercita e organizza le seguenti attività:

 

- Visite ed incontri in ospedali/cliniche con le pazienti dopo l’intervento;

- Fisioterapia riabilitativa presso centri privati convenzionati;

- Attività sportivo dilettantistica e nello specifico: Corsi di ginnastica in palestra e/o piscina;

- Concessione dell’uso a domicilio di attrezzature quali Flowtron per linfodrenaggio meccanico;

- Organizzazione di attività ludiche e ricreative per favorire la socializzazione;

- Raccolta Fondi, come previsto dall’art. 7 del Dlgs. 117 del 2017 e nello specifico riunire le donne   e quanti con loro intendono collaborare sul piano economico – finanziario per contribuire a finanziare i progetti e le attività promosse dell’associazione.

 

 

 

ART. 7 – (Adesione come Socio)

Chiunque può aderire all’associazione, divenendone socio, l’associazione non dispone alcuna limitazione, con riferimento alle condizioni economiche di razza, lingua, religione e discriminazioni di qualsiasi natura, in relazione all’ammissione come associati ed alla vita dell’associazione stessa, purché si condividano i principi e le finalità stesse dell’associazione.

 

Sono e possono essere soci dell’associazione, le persone fisiche, altre associazioni ed Enti di terzo Settore. Il socio è un soggetto che aderisce liberamente alle finalità dell’Associazione, accettando le regole del presente Statuto.

Per aderire all’Associazione si deve farne richiesta scritta al Consiglio Direttivo, indicando nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza, codice fiscale, recapito telefonico ed eventuale indirizzo e-mail, e dichiarando di attenersi al presente Statuto e alle deliberazioni degli organi sociali. Nel caso di minori, la domanda è presentata da chi ne esercita la potestà genitoriale.

 

Il Consiglio Direttivo delibera l’ammissione del nuovo socio e l’ammissione viene comunicata all’interessato ed annotata nel libro degli associati entro sessanta giorni.

 

Il Presidente ne formalizza l’ammissione e verifica anche sia contestualmente versata la quota sociale annuale. I soci, con la domanda di iscrizione, possono eleggere domicilio per i rapporti sociali presso la sede dell’associazione.

 

Nel caso di rigetto della domanda, le motivazioni devono essere comunicate all’interessato entro sessanta giorni ai sensi dell’art. 23 comma 2 del D.lgs 117 del 2017.

L’interessato può, nei successivi sessanta giorni, chiedere che sull’istanza si pronunci l’Assemblea, che delibera sulla richiesta, se non esplicitamente convocata, in occasione della prima convocazione utile.

La quota sociale corrisposta dal socio rappresenta unicamente un versamento periodico vincolante a sostegno economico dell’associazione, non costituisce in alcun modo titolo di proprietà o di partecipazione a proventi, non è in nessun caso rimborsabile, non è trasmissibile né rivalutabile neanche in caso di morte.

Le modalità e le condizioni di associazione e ogni altro aspetto della partecipazione alla vita associativa, per quanto non espressamente previsto dal presente statuto, sono eventualmente disciplinate da regolamenti specifici.

Lo status di socio, una volta acquisito, ha carattere permanente e può venir meno solo nei casi previsti dal presente statuto. Non sono ammesse partecipazioni temporanee, né limitazioni in funzione della partecipazione alla vita associativa.

Tutti i soci maggiorenni hanno diritto di votare nelle assemblee, di eleggere gli organi sociali e di esservi eletti.

Il Direttivo, può concedere il titolo di socio onorario a persone che con il loro impregno contribuiscono alla realizzazione degli scopi e fini dell’associazione.

 

 

 

 

 

La Quota e la tessera Associativa hanno validità per l’anno solare di immissione, indipendentemente dalla data di versamento della quota .

 

ART. 8 – (Diritti e doveri dei soci)

Nell’assemblea delle associazione, hanno diritto di voto tutti coloro che sono iscritti da almeno tre mesi nel libro degli associati, così come previsto dall’art. 24 comma 1 del D.lgs 117 del 2017

 

I soci hanno il diritto di:

 

Eleggere gli organi sociali e di essere eletti negli stessi;

Essere informati sulle attività dell’Ente e controllarne l’andamento;

Essere rimborsati dalle spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata, ai

sensi di legge;

Prendere atto dell’ordine del giorno delle assemblee, prendere visione del rendiconto

economico – finanziario, consultare i verbali;

Votare in Assemblea;

Approvare i Bilanci;

Ciascun associato ha diritto ad un voto;

 

ed hanno  il dovere di:

 

Rispettare lo statuto e l’eventuale regolamento interno;

Svolgere la propria attività in favore della comunità e del bene comune in modo personale,

spontaneo e gratuito e per fini di solidarietà;

Versare la quota associativa secondo l’importo annualmente stabilito;

Adempiere, nei termini previsti, alle obbligazioni assunte nei confronti dell’Associazione derivanti dall’attività svolta;

Rimettere la risoluzione di eventuali controversie interne all’operato degli organi sociali all’Ente alla rete Associativa cui l’associazione eventualmente aderisce.

 

ART. 9 – (Recesso ed esclusione del socio)

Il socio può recedere dall’associazione mediante comunicazione scritta indirizzata per raccomandata, PEC o Fax al Presidente ed all’assemblea dei soci.

 

La qualità di associato si perde:

a) per dimissioni;

b) per scioglimento volontario dell’Associazione;

c) per decesso;

d) per morosità. Quando non ottemperi al versamento della quota sociale;

e) per sospensione, espulsione o radiazione a seguito di sanzione comminata dagli organi sociali dell’associazione e/o della rete associativa cui l’associazione aderisce in conseguenza di gravi infrazioni alle norme dell’Associazione;

Competenti in merito alla revoca, alla radiazione, sospensione o espulsione dei soci è l’assemblea dei soci.

In caso di recesso, decadenza, revoca, esclusione o decesso, i soci o i loro eredi non hanno diritto di chiedere la divisione del fondo comune né pretendere la restituzione della quota o del contributo versato.

E’ comunque ammesso il ricorso al giudice ordinario.

 

ART. 10 – (Organi sociali)

Gli organi dell’associazione sono:

- Assemblea dei soci,

- Consiglio Direttivo,

- Presidente,

- Revisore dei Conti,

 

ART. 11 – (Assemblea dei soci)

E’ il massimo organo dell’Associazione e determina l’applicazione degli indirizzi generali di carattere politico e programmatico. E’ convocata e presieduta dal Presidente dell’Associazione.

Le convocazioni devono essere rintracciabili, con libertà di mezzi, devono riportare l’ordine del giorno, la data e il luogo di svolgimento e devono essere rese note con un preavviso di almeno 7 giorni dalla data di svolgimento.

In via ordinaria si riunisce una volta l’anno, entro il giorno 30 del quarto mese successivo alla chiusura di ogni esercizio sociale. In via straordinaria, si riunisce ogni qualvolta lo richiedano al suo Presidente almeno un terzo dei soci aventi diritto al voto, o quando lo richieda la maggioranza dei componenti il Consiglio Direttivo oppure il Presidente stesso, il quale provvederà alla convocazione dell’assemblea entro i 15 giorni dalla richiesta e alla celebrazione entro i successivi 15 giorni.

 

L’Assemblea ai sensi dell’art. 25 comma 1 del D.Lgs. 117/2017:

 

a) nomina e revoca i componenti degli organi sociali;

b) nomina e revoca, quando previsto, il soggetto incaricato della revisione legale dei conti;

c) approva il bilancio;

d) delibera sulla responsabilita’ dei componenti degli organi sociali e promuove azione di responsabilita’ nei loro confronti;

e) delibera sull’esclusione degli associati, se l’atto costitutivo o lo statuto non attribuiscono la relativa competenza ad altro organo eletto dalla medesima;

f) delibera sulle modificazioni dell’atto costitutivo o dello statuto;

g) approva l’eventuale regolamento dei lavori assembleari;

h) delibera lo scioglimento, la trasformazione, la fusione o la scissione dell’associazione;

i) delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla legge, dall’atto costitutivo o dallo statuto alla sua competenza.

 

L’assemblea nomina anche il Responsabile generale della Protezione dei dati e gli incaricati al trattamento dei dati.

Le delibere volte a modificare l’atto costitutivo e lo statuto richiederanno per la loro validità la presenza di almeno tre quarti degli associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio sarà invece necessario il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.

Le deliberazioni dell’assemblea sono prese a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la metà degli associati e dovranno essere riportate nel libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’assemblea sociale; Qualora in sede di prima convocazione il quorum necessario per la validità della seduta (la presenza di almeno metà degli associati) non sia raggiunto, l’assemblea in seconda convocazione sarà valida qualunque sia il numero degli intervenuti.

 

I soci possono farsi rappresentare nelle riunioni da un altro socio mediante delega scritta, anche in calce all’avviso di convocazione. In tutte le assemblee, ogni socio ha diritto a un voto e può essere titolare di un’altra delega oltre alla sua.

Per eleggere i candidati alle diverse cariche sociali si vota sempre a scrutinio segreto, con la possibilità di poter ricorrere anche all’ausilio di strumenti elettronici. Le altre votazioni possono essere effettuate per alzata di mano con controprova o per appello nominale.

 

ART. 12 – (Consiglio Direttivo)

E’ eletto dall’Assemblea Sociale. E’ composto da 7 membri compreso il Presidente; I suoi componenti durano in carica 3 anni e comunque fino all’assemblea ordinaria che procede al rinnovo delle cariche sociali e all’approvazione del bilancio di esercizio, e sono rieleggibili.

Il Consiglio Direttivo decade prima della fine del mandato quando l’assemblea sociale non approva il bilancio d’esercizio o quando il totale dei suoi componenti sia ridotto a meno della metà.

Esso ha i seguenti ruoli, compiti e poteri:

lmantiene rapporti con gli Enti Locali e gli altri Enti e Istituzioni del territorio;

lelabora progetti finalizzati a finanziamenti regionali, nazionali, comunitari, di altri enti pubblici e di soggetti privati;

lattua gli indirizzi dell’Assemblea Sociale;

lassegna gli incarichi di lavoro;

lDa attuazione  ai programmi ed ai progetti deliberati dall’assemblea;

lSvolge attività di ordinaria e straordinaria amministrazione e delega il Presidente per il compimento di alcuni atti ;

lapprova tutti gli atti e i contratti di ogni genere inerenti l’attività sociale;

lcoadiuva il Presidente nella predisposizione dei bilanci da presentare all’Assemblea per l’approvazione;

lelabora i regolamenti da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;

ldocumenta il carattere secondario e strumentale delle attività di cui all’articolo 5 del presente statuto nella relazione al bilancio o nella relazione di missione.;

lelegge al suo interno, su proposta del suo Presidente, il vice presidente ed il segretario ed il tesoriere;

ldelibera circa l’ammissione dei soci, nonché la sospensione, l’espulsione e la radiazione degli stessi.

Il Consiglio Direttivo è insediato dal Presidente dell’Associazione, che lo presiede, entro 15 giorni dalla sua elezione. In via ordinaria, si riunisce di norma ogni mese. In via straordinaria, si riunisce ogni qualvolta lo richiede, la maggioranza dei soci aventi diritto al voto, o un terzo dei membri del Consiglio direttivo, o il Presidente stesso, il quale provvederà alla convocazione entro 15 giorni dalla richiesta e alla celebrazione entro i successivi 15 giorni.

Sia in via ordinaria che straordinaria, il consiglio è convocato dal suo Presidente.

Per la validità delle sue riunioni è richiesta la presenza della maggioranza dei componenti. Delibera sulle questioni all’ordine del giorno. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti e dovranno essere riportate nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio direttivo.

 

ART. 13 – (Presidente)

E’ eletto dall’Assemblea Sociale tra i soci dell’Associazione. Dura in carica 3 anni e comunque fino all’assemblea ordinaria che procede al rinnovo delle cariche sociali, ed è rieleggibile. Il Presidente decade prima della fine del mandato quando l’assemblea sociale non approva il bilancio d’esercizio.

Ha la rappresentanza legale dell’Associazione e, nei confronti dei terzi, esercita i poteri di firma e di ordinaria amministrazione. Su specifica delega del Consiglio Direttivo, esercita i poteri di straordinaria amministrazione.

Predispone per l’Assemblea sociale il bilancio di esercizio e l’eventuale bilancio sociale, e le relazioni relative. Esercita tutti i poteri, i ruoli e le funzioni che lo statuto o la legge non attribuiscono ad altri organi sociali.

ART. 14 – Revisore dei conti (facoltativo)

E’ nominato nei casi previsti dall’art. 30 del D. Lgs 117/2017. E’ un organo di controllo monocratico obbligatorio quando siano superati per due esercizi consecutivi due dei seguenti limiti: a) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 110.000,00 euro; b) ricavi, rendite, proventi, entrate comunque denominate: 220.000,00 euro; c) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 5 unita’. L’organo di controllo deve essere scelto tra le categorie di soggetti di cui all’articolo 2397 comma secondo, del codice civile.

L’organo di controllo esercita inoltre i compiti di cui all’articolo 30 del decreto legislativo 117/2017 e successive modificazioni.

Vigila sulla regolarità contabile e finanziaria della gestione;

Certifica la corrispondenza del Bilancio o rendiconto annuale economico finanziario ai risultati della gestione e redige una relazione d’accompagnamento al Bilancio o rendiconto annuale, da presentare all’assemblea degli associati per l’approvazione.

L’organo di controllo può in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo, e a tal fine, può chiedere agli amministratori notizie sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.

Le delibere adottate dovranno essere riportate nel libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’organo di controllo.

E’ esplicitamente inteso, che attualmente l’associazione donna per donna non supera i limiti imposti dall’art. 30 comma 2 del Dlgs 117 del 2017, che implicano la nomina obbligatoria dell’organo di controllo, pur essendo previsto dal presente e seguente statuto vigente; Pertanto al momento del superamento dei predetti limiti si provvederà obbligatoriamente a nominarlo.

 

ART. 15 – (Risorse economiche)

Le risorse economiche dell’associazione sono costituite da:

Quote associative;

dai proventi della gestione del patrimonio;

dalle attività di raccolta fondi;

dai contributi di soci e di altre persone fisiche;

dai contributi di Enti Pubblici e privati;

dalle convenzioni con Enti Pubblici;

dalle erogazioni liberali;

dai titoli di solidarietà;

da attività commerciali marginali.

 

Le attività di raccolta fondi, anche attraverso la richiesta a terzi di lasciti, donazioni e contributi di natura non corrispettiva, sono volte al finanziamento delle attività di interesse generale e sono effettuate in conformità a quanto disposto dalla normativa vigente.

 

L’associazione ha il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché

fondi, riserve o capitale durante la propria vita ai sensi dell’art. 8 comma 2 del D.Lgs. 117/2017.

Nonché ha l’obbligo di utilizzare il patrimonio, comprensivo di eventuali ricavi, rendite, proventi,

entrate comunque denominate, per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini dell’esclusivo

perseguimento delle finalità previste.

 

ART. 16 – (LIBRI SOCIALI)

L’Associazione è dotata dei libri sociali obbligatori previsti dalla normativa vigente. Tutti gli associati hanno diritto di esaminare i libri sociali.

Gli enti del Terzo settore devono tenere: a) il libro degli associati o aderenti; b) il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee, in cui devono essere trascritti anche i verbali redatti per atto pubblico e scrittura privata; c) il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’organo di amministrazione, dell’organo di controllo, e di eventuali altri organi sociali.

I libri di cui alle lettere a) e b) del comma 1, sono tenuti a cura dell’organo di amministrazione. I libri di cui alla lettera c) del comma 1, sono tenuti a cura dell’organo cui si riferiscono.

Gli associati o gli aderenti hanno diritto di esaminare i libri sociali, secondo le modalita’ previste dall’atto costitutivo o dallo statuto, così come previsto dall’art. 15 comma 3 del D.lgs 117 del 2017. I Libri sociali, potranno essere tenuti in modalità cartacea ed elettronica.

Allo scopo, possono accedere al luogo dove sono conservati, nei giorni e negli orari stabiliti dal Consiglio Direttivo. Possono inoltre avere copia delle deliberazioni adottate facendone richiesta al Presidente dell’Associazione, che provvederà a rilasciarla entro 7 giorni dal ricevimento della richiesta.

I volontari che svolgono la loro attività in maniera continuativa sono iscritti in un apposito registro tenuto dal Consiglio Direttivo, anche con modalità elettroniche.

 

ART. 17 – (Privacy e GDPR)

I documenti, ogni dato trattato dall’associazione, deve essere conservato in modo sicuro ed avere formule di consenso espresso informato al trattamento dei dati in conformità con la normativa vigente del Regolamento (UE) 2016/679 e del D.lgs 101 del 2018.

L’Associazione è titolare del trattamento dei dati e nomina, tramite l’assemblea ordinaria il Responsabile generale della Protezione dei dati e gli incaricati al trattamento dei dati.

Art. 18 – (Esercizio Sociale – Rendiconto finanziario – Bilancio Sociale)

L’Associazione, in ottemperanza ai principi dell’art. 13 del D.lgs 117 del 2017 deve redigere il bilancio di esercizio formato dallo stato patrimoniale, dal rendiconto gestionale, con l’indicazione, dei proventi e degli oneri, dell’ente, e dalla relazione di missione che illustra le poste di bilancio, l’andamento economico e gestionale dell’ente e le modalita’ di perseguimento delle finalita’ statutarie. Il bilancio dell’associazione donna per donna contiene ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate inferiori a 220.000 euro e puo’ essere redatto nella forma del rendiconto per cassa; qual’ora  si dovesse superare tale limite, allora l’associazione redigerà il bilancio di esercizio. Il bilancio o il rendiconto per cassa deve e dovrà essere redatto in conformita’ alla modulistica definita con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

 

Per ogni esercizio sociale è predisposto, in conformità alla normativa vigente, il Rendiconto Finanziario o il Bilancio di esercizio se previsto. Esso deve essere approvato entro il giorno 30 del quarto mese successivo alla chiusura dell’esercizio sociale e depositato presso il registro unico del terzo settore entro i termini previsti dalla normativa vigente.

 

Art. 19 -  (Patrimonio)

Il patrimonio dell’Associazione è costituito:

  •  dai beni mobili e immobili di proprietà;
  •  dalle eccedenze degli esercizi annuali;
  •  da donazioni, erogazioni, lasciti;
  •  da quote di partecipazioni societarie;
  •  da obbligazioni e altri titoli pubblici;
  •  dal fondo di riserva;
  •  da altri accantonamenti e disponibilità patrimoniali.

Fa parte del Patrimonio, oltre a quello esistente, ogni suo futuro incremento.

Il patrimonio, comprensivo di eventuali ricavi, rendite, proventi, entrate comunque denominate, è utilizzato per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

E’ vietata la distribuzione, anche indiretta, di utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque denominate a fondatori, associati, lavoratori e collaboratori, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge, ovvero siano effettuate a favore di enti che per legge, statuto o regolamento, fanno parte della medesima e unitaria struttura e svolgono la stessa attività ovvero altre attività di interesse generale direttamente e specificamente previste dalla normativa vigente. In caso di estinzione o scioglimento.

 

ART. 20 – (Personale retribuito)

Le associazioni di promozione sociale possono assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o di altra natura, anche dei propri associati, fatto comunque salvo quanto disposto dall’articolo 17, comma 5 del d.lgs 117, solo quando cio’ sia necessario ai fini dello svolgimento dell’attivita’ di interesse generale e al perseguimento delle finalita’. In ogni caso, il numero dei lavoratori impiegati nell’attivita’ non puo’ essere superiore al cinquanta per cento del numero dei volontari o al cinque per cento del numero degli associati.

 

ART. 21 – (Volontari)

La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o

autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’associazione.

I soci volontari che prestano attività di volontariato sono assicurati per malattie, infortunio, e per

la responsabilità civile verso i terzi ai sensi dell’art. 18 del D. Lgs. 117/2017.

 

ART. 22 – (Scioglimento e devoluzione del patrimonio)

L’eventuale scioglimento dell’Associazione sarà deciso soltanto dall’assemblea straordinaria con le

modalità di cui all’art. 13. In tal caso, il patrimonio residuo è devoluto, salva diversa destinazione

imposta dalla legge, ad altri enti del Terzo settore, secondo quanto previsto dall’art. 9 del D. Lgs.

117/2017.

 

ART. 23 – (Disposizioni finali)

Per tutto ciò che non è espressamente previsto dal presente statuto si applicano le disposizioni

previste dal Codice civile e dalle leggi vigenti in materia.